Racconto scritto da Mario – Sono capitato per purissimo caso sul profilo di Simo_Antinoo sul quale veniva pubblicato un racconto scritto da Francy. Bellissimo, scritto in maniera sublime (ho fatto il giornalista per una vita e so quello che dico), un racconto che ti prende e ti fa volare di fantasia, per un attimo ti trasporta li con lei.
Ho 61 anni e non mi capita spesso di eccitarmi a tal punto da dovermi masturbare come mi è successo leggendo quel racconto.
Nella mia vita ho avuto diverse esperienze sessuali, un paio di volte con ragazzi gay e sinceramente non mi era piaciuto moltissimo. Soprattutto i peli nei punti sbagliati, io che amo la pelle liscia, oppure quella forzatura nel voler apparire femmina quando femmina non lo sei. Quelle mosse forzate, persino grottesche, non certo eccitanti (almeno ai miei occhi).
Ci sono andato a letto, li ho scopati ma se devo dire che hanno lasciato il segno non posso farlo, anzi, quei pompini dove si sentivano i peli della barba rasata o quelle inculate su culi non perfettamente glabri se hanno lasciato un segno non è certo un segno positivo.
Ma quel racconto, cazzo, mi aveva mandato via di testa. In quel momento non sapevo se fosse un racconto di fantasia o se fosse un racconto di vita vissuta, ma dovevo conoscere chi lo aveva scritto. Nel racconto si declina ancora al maschile ma nel mio immaginario la vedo come una femmina.
In fondo al racconto trovo la mail e il profilo X di Francy. Provo subito su X, la seguo e dopo un po’ lei ricambia il follow così le posso scrivere. Uno, due, tre messaggi. Niente, non risponde. Così provo sulla mail ma con poche speranze. Chissà in quanti le scrivono, e poi ha 20 anni, io ho una nipote poco più piccola di lei. Posso essere suo nonno. Invece passa una mezzoretta e mi risponde.
Le faccio i complimenti per il racconto e per come scrive. Le chiedo se è un racconto di fantasia oppure è vero e lei ammette che è un racconto vero punto per punto salvo che per i nomi. Complimenti doppi perché ammettere di prostituirsi non è da tutti. Ci vuole coraggio.
Inizia uno scambio di email davvero serrato nonostante lei avesse un esame importante. Scopro che studia architettura e le cose cominciano a tornarmi. È indubbiamente una ragazza molto più matura rispetto alla sua età.
Mano a mano che si apre scopro cose nuove su di lei e finalmente ci scambiamo anche delle fotografie. Dio santo, è bellissima. Il quarto giorno scopriamo di essere a poca distanza l’uno dall’altra e capendo che non è ben disposta ad ospitare la invito a casa mia, in campagna, ad appena un’ora e mezza di macchina (ad andare piano) da dove è lei. Aspetto con ansia la risposta che arriva dopo un paio d’ore sotto forma di numero di telefono.
Mentre compongo il numero ho il cuore in gola. Dall’altro capo una voce decisa, quasi gioiosa, non da uomo come mi immaginavo. Come fosse da donna ma con un leggero “raspino”. Sexy. Ci siamo detti quasi tutto per mail arriviamo quindi velocemente al dunque e rimaniamo d’accordo di vederci il giorno dopo il suo esame a casa mia.
Aspetto diligentemente che mi richiami senza romperle le scatole con messaggi o peggio ancora telefonate, quando finalmente mi chiama. Esame OK ci si può vedere il giorno dopo. Rimaniamo d’accordo di vederci in un luogo pubblico, quindi le indico un paesino poco lontano dalla mia casa in campagna e rimaniamo di vederci nell’unico bar del paese. Quella sera ho fatto 50 Km per andare a comprare le pilloline blu e i preservativi in un posto dove non mi conoscessero.
Arrivo molto prima dell’ora prevista per l’incontro, le 11 di mattina. Fa caldo ma io mi sento soffocare. Finalmente vedo arrivare quella che credo essere la sua macchina (omissis), parcheggia e io le vado incontro. Sembra la scena di un film. Lei è vestita da donna, non me lo aveva detto che lo avrebbe fatto, anzi, sapevo che raramente lo faceva. Scarpe tipo ballerina, vestito a fantasia con le maniche corte e poco sopra il ginocchio. Capelli legati dietro a coda di cavallo. È alta, magra, è bella, è davvero bella. Occhi azzurri, che poi mi accorgerò cambiano lievemente colore a seconda della luce. Le fotografie che mi aveva mandato non le rendono giustizia. Cazzo, non so cosa fare. L’abbraccio, le do un bacio sulla guancia. Le do la mano e mi presento. Che faccio? Lei mi si avvicina e mi da un bacio sulle labbra. Niente lingua o che, ma niente presentazioni formali. Un bacio leggero sulle labbra. «Ciao Mario» mi dice lei sorridendo. È almeno quattro dita più alta di me. Sarà 1,80. «Ciao Francy, mamma mia quanto sei bella» le dico io. Mi prende sottobraccio mentre andiamo verso il bar. Sembriamo due vecchi conoscenti. In un secondo è riuscita a mettermi a mio agio. Istintivamente penso al suo “lavoro” da hostess e penso «chissà quante volte avrà messo a loro agio uomini come me». Mi pento subito di quello che ho pensato. Lei è solare e non si sforza di apparire femminile, è femmina al 110% e le viene terribilmente naturale. Detta in parole povere, è una gran figa e sinceramente non capisco cosa ci faccia con un vecchietto come me. È tranquilla e accetta il mio invito a pranzo a casa mia. Vuole venire con la sua macchina. «Seguimi» le dico.
Cinque minuti di macchina e arriviamo a casa mia. «Ma è un posto bellissimo» mi dice lei appena scesa dalla macchina. La casa è in cima a una piccola collina. Intorno molto verde. Entriamo in casa e le dico di accomodarsi. «Hai fame?» le chiedo. «Da morire» mi risponde. «Cosa mi cucini?» mi chiede. Dalle mail avevo capito che le piace il pesce e io mi diletto bene in cucina. «Tagliolini con il pesce freschissimo, l’ho preso stamattina». Lei approva e mi metto a cucinare.
Non sta zitta un attimo, è una mitraglia. Chiede in continuazione. Mi da allegria. Quando porto la padella in tavola lei cambia posto. L’avevo messa davanti a me dall’altra parte della tavola. Mi viene vicino. Parla anche mentre mangia (non con la bocca piena) , poi a un certo punto mi fa una domanda a tradimento: «ti piaccio veramente?» mi chiede. «Mi piaci da impazzire, solo che non capisco come fa uno schianto come te a stare con un vecchio come me, potrei essere tuo nonno» le rispondo. «Mi piacciono gli uomini» mi risponde lei e mi viene sopra sulle gambe.
Mi bacia così appassionatamente da togliere il fiato. Mi succhia la lingua e questo mi manda letteralmente fuori di testa. Ho il cazzo durissimo. Lei si sfila il vestito e rimane in mutandine e reggiseno. Ha un corpo stupendo. Mi scende dalle gambe e si inginocchia tra di esse. «Togliti tutto» mi dice. Mi alzo in piedi e mi abbasso pantaloni e boxer. Lei non mi da il tempo di sfilarmi tutto. Prende il mio cazzo durissimo con una mano mentre con l’altra si tocca, si avvicina e lo prende in bocca. Dio santo, è bravissima. La sua lingua gira attorno alla mia cappella in modo vorticoso, poi affonda prendendolo tutto in bocca. Quasi mi vergogno ma io sto veramente scoppiando. Le tengo la testa e mimo una scopata. Non ce la faccio più a trattenermi. Le sborro in bocca così copiosamente che erano anni che non sborravo così. Lei non fa una piega, si ferma mentre le pompo in bocca tutta la mia sborra. La guardo ed è uno spettacolo. Lei mi guarda con quei due bellissimi occhi e deglutisce. Ingoia tutto. Mi accordo in quel momento che anche lei sta avendo un orgasmo.
Riprende con la lingua attorno alla cappella. Altro che pillolina blu, il cazzo è duro come il marmo, non si è mai afflosciato. La prendo per sotto le ascelle e la faccio alzare. «Andiamo a letto, ho voglia di prenderti» le dico. La prendo di peso e così la porto fino in camera da letto. La “appoggio dolcemente” sul letto e le sfilo le mutandine. Mi piace il suo cazzo. Lo tocco. Mi eccita da morire. Lei allarga le gambe in un modo che non so spiegare ma è stupenda ed è “invitante”. Ricordo di aver messo qualche preservativo nel comodino nel caso fosse successo quello che stava succedendo. Mi tremano le mani per l’emozione. Lei è dolcissima, prende il preservativo, lo apre e me lo infila, poi lo prende di nuovo in bocca. Ce l’ho di nuovo durissimo. Allarga di nuovo le gambe. Non dice niente, mi guarda solamente con quegli occhi che sembrano entrarti dentro, che sembrano implorarti di metterlo dentro. «Non ho il lubrificante» le dico allarmato. «Metti molta saliva in un dito e lubrificami» mi dice. Faccio come dice e le infilo un dito dentro. Ripeto l’operazione due o tre volte, poi le infilo centro due dita. Lei si divincola, è eccitante in modo imbarazzante. Quasi ho un orgasmo solo a guardarla. Non reggo più, glielo devo mettere dentro. Le vado sopra alla missionaria e cerco di metterglielo dentro, ma non ci prendo. Sento la sua mano prendere il mio cazzo e dirigerlo nel punto giusto. «Spingi» mi dice. Spingo e lo sento entrare. «Fai piano, con calma, spingi un po’ alla volta» mi dice di nuovo lei. Ma io non riesco a farlo così spingo forte. Lei ha un sussulto. «Fai piano, ti prego» mi dice. Ormai sono dentro e cerco di controllarmi. Spingo piano, lo tiro un po’ indietro e poi spingo di nuovo fino a quando non glielo messo tutto dentro.
Ora che le sono sopra la vedo bene, è davvero bellissima. Le sollevo le gambe e comincio a scoparla. Do appena qualche pompata che la sento gemere. «Continua a spingere, spingi» mi dice. Spingo più forte e all’improvviso ha un orgasmo. Dio santo, è bellissimo vederla sborrare mentre la scopo. Emette gemiti di piacere che nessuna donna potrebbe mai imitare, gemiti reali di un orgasmo visibile e reale. Sborro anche io nel preservativo, anche quella una di quelle sborrate che non facevo più da anni.
Mi metto di fianco a lei stremato e lei all’improvviso mi sfila il preservativo e si mette a pulirmi il cazzo con la lingua. Mamma mia. Non l’ho nemmeno mai sognata una scena del genere. Allungo una mano e la tocco. Subito le diventa duro. La masturbo, mi piace. Anche a lei piace perché sebbene sia appena venuta ha un nuovo orgasmo. Dio mio quanto è bella quando gode.
È stata con me fino alla mattina dopo e non so quanti orgasmi abbia avuto e quanti me ne abbia fatti avere a me, so però che io le pilloline blu le ho dimenticate.
